E dopo aver letto questo articolo mi viene in mente solo questo video:
Rileggo la poesia di un uomo che stimo molto,che avrei voluto conoscere come utopicamente ha fatto Massimo Troisi ne “il Postino”…Neftalí Reyes Basoalto,alla storia e’ passato col nome di Pablo Neruda e alla storia ha donato infiniti capolavori.
Come ognuno di noi anche lui ha combattuto in quello che credeva pagando con l’esilio forzato dal suo amato Cile …lui aveva un dittatore come Videla al governo da combattere e l’ha fatto con la penna;ed io penso che ci siano stati tanti come lui,ci sono tutt’ora e ce ne saranno altrettanto tanti che combatteranno,nel loro piccolo e in giro per il mondo,tali forme di oppressione.
Ed e’ a voi che continuate a combattere perche’ liberta’ e giustizia prevalgano,sempre e comunque,che dedico questa sua poesia:
INNO E RITORNO
“Patria, patria mia, a te rendo il mio sangue.
Ma t’imploro, come implora la madre al figlio pieno di pianto.
Accogli questa cieca chitarra
e questa fronte sperduta.Partii a cercarti figli sulla terra,
partii a soccorrere caduti col tuo nome di neve,
partii a costruire una casa col tuo legno puro,
partii a recare la tua stella agli eroi feriti.
Adesso voglio dormire nella tua sostanza.
Dammi la tua chiara notte di corde penetranti,
la tua notte di nave, la tua stellata statura.
Patria mia: voglio cambiare d’ombra.
Patria mia: voglio mutre di rosa.
Voglio allacciare il braccio alla tua esile vita
e sedermi sulle tue pietre calcinate dal mare,
per fermare il grano e osservarlo all’interno.
Io sceglierò la sottile flora del nitrato,
filerò lo stame glaciale della campana,
e guardando alla tua illustre e solitaria spuma
un ramo litorale tesserò alla tua bellezza.
Patria, patria mia,
tutta accerchiata d’acqua combattente
e di neve combattuta,
in te s’unisce l’aquila allo zolfo,
e nella tua antartica mano d’ermellino e zaffiro
una goccia di pura luce umana
risplende e incendia il cielo nemco.
Serba la tua luce, oh patria, mantieni
la tua tenace spiga di speranza
in mezzo alla paurosa aria cieca.
Nella tua remota terra è caduta tutta quest’ardua luce,
questa fatilità degli uomini,
che ti spinge a difendere un fiore misterioso,
solo, nell’immensità dell’America addormentata.”
ad maiora