May 21 2010

Come avrebbe dovuto essere…

Prima che sia troppo tardi, prima che la legge ci impedisca di esprimere le nostre idee e la verita’ (cosa che parzialmente sta accadendo per quanto riguarda i giornali) trovo doveroso e necessario condividere con voi questo capolavoro di videomontaggio…

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ora, insieme , dovremmo cercare di capire non tanto perche’ non abbiamo reagito cosi’ allora…ma perche’ non reagiamo cosi’ oggi con tutto quello che sappiamo di Silvio e dei suoi loschi “amici”…

E’ cosi’ che vi auguro il buon giorno,con una sana risata che spero faccia scattare in voi anche qualcos’altro!

p.s. un grazie particolare va a mio fratello per avermi mostrato questo video stupendo!!!

ad maiora


Sep 30 2009

Per non dimenticare…con brividi annessi

la nostra storiella di oggi inizia cosi’ :

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poi rivedo certe interviste…fatte da un giornalista con la G maiuscola(non dai lacche’ come Feltri,Vespa e Fede)…ma davvero tanti tanti anni fa’…e mi vengono i brividi perche’…beh e’ facile capire il perche’:

Biagi intervista Berlusconi part1

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Biagi intervista Berlusconi part2

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e sappiamo tutti come e’ andata a finire per Biagi e Luttazzi

Enzo Biagi al ritorno a “il Fatto” dopo l’editto bulgaro di Berlusconi

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Biagi intervista Luttazzi part 1

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Biagi intervista Luttazzi part2

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e visto che oggi mi sento davvero in forma nel riproporre argomenti che non DEVONO ESSERE ASSOLUTAMENTE DIMENTICATI,ripropongo questi documenti:

Alcune pagine significative de “La Padania” del 1998

Padania del 08-07-1998 pagina 1

Padania del 13-06-1998 pagina 1

Padania del 19-08-1998 pagina 2

Dopo 11 anni altri 10 quesiti da un giornale totalemente diverso per fazione e ideologia,la Repubblica,che come sempre non hanno avuto risposta

10

Ripeto,si parla di anni e anni fa.Dopo tutto questo mi dite la differenza che c’e’ tra ieri e oggi?Forse ora capite perche’ mi sono venuti i brividi.

(tutte le immagini appartengono ai leggittimi proprietari)

ad maiora


Sep 22 2009

Scusate il ritardo…

E’ vero,e’ un po’ che non scrivo sul blog, ma tra vacanze e preparazione esami ho avuto un po’ da fare…ripartiamo dunque con una notizia che direi vale la pena riportare perche’ e’ giusto che le persone che vengono rappresentate come eroi dai telegiornali del regime vengano fuori al popolo per quello che sono,vi pregherei quindi di leggere attentamente questo articolo…perche’ come al solito si parla di FATTI e non di illazioni:

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<<Della cocaina ha raccontato quello che voleva. Ma più di un indizio, ormai, suggerisce che Gianpaolo Tarantini lo stesso ha fatto con le escort. Ha lavorato alla “riduzione del danno” scommettendo sul silenzio interessato di tutti. E nei suoi ricordi “selettivi”, ha aggiustato la scena di Palazzo Grazioli (18 incontri, 30 ragazze) ripulendola da qualche ingombrante testimone, popolandola di due sole presenze maschili. Il Presidente, quale “ignaro utilizzatore finale”, e l’innocuo chansonnier di corte, Apicella. Fino a quando – è storia di questi giorni – il gioco ha cominciato a rompersi. E, tanto per cominciare, con le deposizioni delle ragazze sin qui non ancora ascoltate, qualcuno di quegli ospiti “dimenticati”, suo malgrado, ha iniziato a fare capolino, tradendone l’imbarazzo. Guido Bertolaso, capo della Protezione civile. Fabrizio Del Noce, già direttore di Rai1, oggi di Rai fiction.

Già era accaduto che nei ricordi della serata trascorsa nell’autunno 2008 da Terry De Nicolo a Palazzo Grazioli (”Ebbi a retribuirla anticipatamente nella previsione di una sua prestazione sessuale”, mette a verbale Tarantini), affiorassero genericamente “un uomo delle istituzioni e un noto imprenditore”. Venerdì scorso, a Roma, i militari che interrogano Stella Novarino, nome d’arte Stella Jean, hanno maggiore fortuna. La donna, una ex modella oggi stilista, non ha nulla da nascondere. Non è una escort, non è amica di “Gianpi”, non è sul suo libro paga di ruffiano. Finisce per caso a Palazzo Grazioli la sera del 2 dicembre 2008, intruppata con Luciana Francioli, Manuela Arcuri, Francesca Lana e, naturalmente, Tarantini. Di quella “cena formale” – come spiegherà al quotidiano di famiglia “il Giornale” – ha ricordi nitidi. La visione collettiva su maxi-schermo dei successi del Presidente. Le canzoni. Le farfalle, naturalmente. Ma ricorda anche i nomi dei due ospiti che con il Presidente e le ragazze siedono al tavolo. Guido Bertolaso, appunto, e Fabrizio Del Noce.

Il dettaglio non è irrilevante. Non più tardi del 9 settembre, il capo della Protezione Civile era tornato a dire di aver incontrato Tarantini in “due sole occasioni”, durante le quali gli erano state “descritte le attività delle aziende legate al gruppo Intini” (imprenditore barese di cui Tarantini era consulente ndr.). “Né – aveva aggiunto – un funzionario dello Stato piò sottrarsi ad essere interlocutore di chi vuole sviluppare il made in Italy”. La cena del 2 dicembre 2008 è stata una di quelle occasioni? A palazzo Grazioli si è discusso di sviluppo del made in Italy con Luciana Francioli, Manuela Arcuri, Francesca Lana e Stella Novarino? Rintracciato da “Repubblica”, un portavoce dello staff del capo della Protezione Civile, taglia corto. “Il dottor Bertolaso non ha alcun ricordo di quella serata. E comunque, non deve sorprendere che frequenti palazzo Grazioli di sera, perché muovendosi tra un emergenza e l’altra, è quello l’unico momento in cui poter parlare con il Presidente”. Detta altrimenti, Bertolaso ha cancellato il volto di Tarantini, come quello delle ragazze e se anche fosse vera la circostanza della sua presenza a Palazzo Grazioli il 2 dicembre 2008, la cosa si può agevolmente spiegare con la necessità di interloquire con il Presidente sulle emergenze del Paese. Stella Novarino, la ricorda diversamente. A tavola non si parla né dei rifiuti a Napoli, né di un terremoto che deve ancora arrivare. Bertolaso siede per l’intera cena insieme a Tarantini e – come spiega Roberto Ruggiero, avvocato della Novarino – quando la ragazza si congeda per tornare a casa, le chiede come mai non abbia preso con sé le farfalle di cui il Presidente ha fatto omaggio le ospiti.

Bertolaso non è fortunato, perché anche Fabrizio Del Noce ha buona memoria. “Certo che c’era. A tavola, Bertolaso era seduto accanto a me. Ricordo che cantammo tutti insieme. Che parlammo di alcuni eventi televisivi da organizzare in vista del G8 della Maddalena”. E Tarantini? “Non metto in dubbio i ricordi della ragazza, ma sono un tipo poco fisionomista e comunque capita di non ricordare persone che ti vengono presentate, ma che per te sono perfette sconosciute. Né ricordo di aver mai avuto colloqui con lui. Da quello che ho letto, Tarantini era interessato alla Protezione Civile, non alla televisione”. Forse alla tv erano interessate le ragazze. “Con me, sulla rete ammiraglia non hanno mai trovato spazio questuanti. Naturalmente, parlo per me”.>>

articolo di di CARLO BONINI [FONTE]

In un paese democratico e civile mi aspetterei le dimissioni di questi signori impelacati in un’inchiesta del genere…ma siamo in Italia e questo non accade,se non fosse per noi che continuiamo a fare informazione libera attraverso internet insieme ai pochi giornalisti che posso essere ancora chiamati tali,nessuno di voi saprebbe mai di questi fatti.Mi viene in mente una frase di Eduardo De Filippo  :”ADDA PASSA’ A NUTTATA” …e sono convinto che passera’,spero solo passi in fretta perche’ e’ gia’ da troppo che sopportiamo.

ad maiora


Jul 22 2009

Ci pisciano addosso e ci dicono che piove…

<<…Bene – diceva Atharva – mettiamoci al lavoro.Piano del giorno?

Il computero centrale,su cui troneggia un busto in plastica del Gerarca,risponde:

a)visita Gerarca a vittime terremoto.Modifica delle reazioni della gente.Aggiungere  abbraccio a bambina con regalo biscotti ben visibili (vedi contratto sponsor) 75” di durata

b)dichiarazioni capo leader opposizione Amaur.Ridicolizzare.60”

c)guerra Shama. 734a puntata.Bombardamento chimico come da sceneggiatura.125”.

- Fin troppo facile – pensa Atharva…>>

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Questo e’ tratto da “Baol” un ennesimo capolavoro di Benni ,un libro scritto anni fa’ che e’ tremendamente attuale se lo si sa leggere.

E’ incredibile come la realta’ possa essere cambiata facilmente da chi ha il potere di governare i media.E’ incredibile come la massa,privata di cervello e di opinione, si faccia comandare come un cane al guinzaglio anziche’ cacciare gli artigli e farsi rispettare come il leone che e’.

Un esempio che mi viene in mente e’ la legge bavaglio.I politici hanno paura che il popolo si risvegli dal letargo in cui e’ caduto e quindi dicono basta alle intercettazioni che possono venire fuori.In questo modo si accontenta anche la Mafia,con la quale la maggior parte dei politici sono collusi, evitando di usare un mezzo efficace come le intercettazioni per combattere la criminalita’ organizzata.Ecco perche’ e’ stata fatta la legge bavaglio:

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non guardatevi attorno perche’ non ci sono altri motivi.Non cercate spiegazioni differenti…perche’ il nostro presidente del consiglio va a puttane.E’ cosi’,e’ scandalosamente semplice.Svegliatevi.

ad maiora


Jul 6 2009

NOMI E FATTI

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Visto che ho intenzione di fare nomi e di esporre fatti (come molti altri per fortuna) e che non mi spaventano affatto le due leggi anticostituzionali che stanno cercando in tutti i modi di far approvare ho deciso di rendervi partecipi di due bellissimi articoli tratti da Articolo21.info che riassumono il quadro della situazione al momento in Italia:

[Contro la legge bavaglio che impedirebbe le intercettazioni telefoniche di cui la maggior parte dei nostri ministri ha terrore visto che evidentemente hanno piu' di uno scheletro nell'armadio(tranne il presidente del consiglio che a quanto pare nell'armadio ha veline e minorenni) n.d.a.]

<<I due più gravi interventi del Governo in questa legislatura in materia di sicurezza e di intercettazioni, sono stati blindati con altrettante fiducie per cercare di bloccare il  durissimo contrasto di tutta l’ opposizione parlamentare.

Il ddl sicurezza che contiene norme aberranti sul piano dei diritti degli stranieri e degli italiani poveri, con l’introduzione del reato di immigrazione clandestina,  sconvolge i nostri principi costituzionali e ci riporta pericolosamente indietro nel tempo. Qualcuno ha parlato non senza fondamento di leggi razziali. Il testo è passato, sia alla Camera che al Senato con la Fiducia (caso singolare quando si parla di diritti fondamentali).Ora creerà nel paese problemi gravissimi, lo dicono anche le autorità religiose, per essere certamente dichiarato incostituzionale dalla Corte perché le cose scritte li dentro fanno a pugni con tutta la giurisprudenza costituzionale.

Sulle intercettazioni alla Camera quando il Governo ha annunciato l’ennesima fiducia, tutte le opposizioni hanno reagito con forza ed hanno deciso di compiere un atto straordinario. Tutte insieme si sono rivolte con forza al Capo dello Stato e con una lettera motivata sottoscritta da Antonello Soro, Massimo Donadi e Michele Vietti  hanno riassunto le principali obiezioni.

Nel mirino l’abuso del ricorso alla fiducia da parte del Governo che espropria il Parlamento delle sue funzioni e “compromette pericolosamente l’equilibrio che la Costituzione disegna tra governo e maggioranza e tra maggioranza e opposizione”. Siamo ormai solo alla Camera alla 15esima fiducia che si somma ad un altro abuso costituito dalla quantità e dalla qualità della decretazione d’urgenza.

Nella  lettera viene denunciato il “processo di azzeramento” del diritto di emendare i provvedimenti, rimarcata la “vanificazione” delle norme regolamentari, anche quando prevedono il voto segreto e stigmatizzata la “pratica pericolosamente estensiva” di un ricorso ai maxiemendamenti che “trasformano intere leggi in provvedimenti da votare acriticamente in blocco”.

L’opposizione entra poi nel merito del provvedimento sulle intercettazioni che, nel prevedere la formula degli “‘evidenti indizi di colpevolezza’, pregiudica il ricorso alle intercettazioni come strumento di indagine, con evidente pregiudizio delle indispensabili azioni di contrasto della criminalità da parte delle forze di polizia e della magistratura”.

Sotto attacco è anche il principio della liberta’ di informazione che viene “compromesso dalla perpetuazione dei diversi divieti di pubblicazione oltre il termine della durata del segreto investigativo e dalle sanzioni gravi per editori e giornalisti”. “Con questa iniziativa -ha spiegato Soro a nome di tutti – intendiamo denunciare pubblicamente che il governo fa la lotta alla criminalità solo a parole ma, di fatto, indebolisce la capacità di indagine degli inquirenti e non riesce a dare risposte al bisogno di sicurezza dei cittadini”.

A distanza di poco più di 20 giorni da quella data il Capo dello Stato con lo stile misurato ma estremamente efficace dei suoi interventi ha deciso di intervenire minacciando il rinvio della legge alle Camere.

Dice efficacemente L. Milella, sul sito di Repubblica, “Irragionevole, incostituzionale, gravemente dannosa per le indagini, foriera di scontri con una stampa già pronta allo sciopero del 13 luglio. La legge sulle intercettazioni, così com’è, non va. Il Presidente anziché rinviare la legge alle Camere e dare uno schiaffo a Berlusconi. Ma fedele al motto che “gli strappi tra le istituzioni vanno sempre evitati” (almeno fin dove è possibile), il capo dello Stato l’ha fermata prima del suo ultimo passaggio al Senato.

Ecco è avvenuto proprio quello che si auspicava nell’ultimo paragrafo della lettera delle opposizioni al Capo dello Stato e che molti lì per lì non avevano capito.

“Confidiamo, Signor Presidente, nel suo insostituibile intervento, nelle forme opportune,  per restituire pienezza di contenuti  democratici al dibattito parlamentare sulle leggi”.

Morale della favola: quando le opposizioni si muovono insieme hanno peso.>>

[Nel secondo articolo che sto per proporvi invece vorrei che memorizzaste per bene i nomi di questi signori che a quanto pare sentono la mancanza della P2 il problema e' che ne sentono la mancanza solo loro e pensano che sia tutto normale...stranamente il nostro caro e buon Silvio si ritrova in questa cena...e' proprio sfortunato o ancora una volta e' un complotto dei comunisti? n.d.a.]

<<Nel nostro Paese non ci si deve abituare ad un diffuso clima di perdita del senso istituzionale e del rispetto delle regole, con episodi che di volta in volta mettono in discussione la Costituzione, i fragili equilibri della nostra democrazia e le regole che ne rappresentano l’anima. Per questo non possono durare lo spazio di un mattino la discussione e l’attenzione suscitate dalla notizia, riportata da L’Espresso, di una cena a casa del giudice della Corte Suprema Luigi Mazzella alla quale hanno preso parte, oltre all’altro giudice costituzionale Paolo Napolitano, anche il presidente del Consiglio, il suo sottosegretario Gianni Letta, il ministro della Giustizia e il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato. Una notizia che non solo non ha trovato smentita alcuna, ma che è stata anzi rivendicata con orgoglio dall’organizzatore, il giudice Mazzella appunto, che ha presentato l’accaduto quale cena privata, un invito al desco di un vecchio amico.
Il contenuto dei discorsi fatti quella sera non costituisce la questione più rilevante, né è in discussione il diritto di ognuno di andare a cena con chi vuole.
Un simile incontro, avvenuto alla vigilia di una importante decisione della Corte su una legge che riguarda direttamente le vicende processuali di uno degli ospiti, nonché presidente del Consiglio, è di per sé grave ed inopportuno.
Qualsiasi giudice non solo deve essere imparziale, ma deve anche apparire tale. Tanto che se ad assumere un tale comportamento fosse stato un giudice ordinario, sarebbe stato sottoposto a procedimento disciplinare, e questo in forza di una norma (giusta) approvata nella XIV legislatura su impulso dell’attuale maggioranza di governo.
Il Partito democratico, fin da subito, ha chiesto ai due giudici di riflettere sull’opportunità di astenersi dal partecipare alla decisione sul lodo Alfano, perché l’autorevolezza e l’immagine della Corte Costituzionale non siano messe in discussione.
E ieri, abbiamo depositato una interpellanza alla Camera con la quale chiediamo al ministro Alfano di riferire al Parlamento sulle circostanze riportate nell’articolo de L’Espresso, compresa quella relativa all’esistenza di una bozza di riforma della giustizia redatta dal giudice Mazzella e che potrebbe essere fatta propria dal governo.
Il governo e il suo capo sono stati artefici dello spargimento già di troppe ombre; la mancata chiarezza su di un tema tanto delicato è un qualcosa che, adesso, il Paese non può permettersi. I cittadini hanno il diritto di sapere e il presidente del Consiglio e il ministro della Giustizia il dovere di spiegare.>>

QUESTI SONO I NOMI,QUESTI SONO I FATTI…come al solito chiedo a voi di trarre le conclusioni e di pensare con la vostra testa,e di mettere a confronto quello che sentite ai telegiornali e quello che leggete qui…vorrei che vi chiedeste come e’ possibile che  questa realta’ sia cosi’ differente da quelle che vogliono propinarci ad ogni costo.

ad maiora


Jul 4 2009

Ancora intercettazioni

Amnesy International


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di Marco Travaglio – 3 luglio 2009

“Dunque la mafia si aspettava favori da Silvio Berlusconi e minacciava, in caso contrario, di fare del male a suo figlio Piersilvio.
Lo dimostra un foglio manoscritto, forse da Riina in persona, che l’aveva girato a Provenzano perché lo facesse pervenire al Cavaliere o a Dell’Utri tramite Vito Ciancimino. La richiesta era semplice: una delle tante tv berlusconiane a disposizione di Cosa Nostra, altrimenti “dovrà essere compiuto un luttuoso evento”. Nel paese degli smemorati, giornali e telegiornali annunciano la cosa come se fosse strana e inedita. In realtà sono quasi quarant’anni, da quando nel 1974 Marcello Dell’Utri infiltrò un mafioso travestito da stalliere nella villa di Arcore, che va avanti lo stop and go.

Favori e contraccambi, minacce e ricatti. Per chi ha scoperto solo ora che il premier è ricattabile (da qualche decina di escort, ragazze immagine, letterine, letteronze e papponi), sarà una sorpresa. Per chi conosce le carte, è una conferma. L’ennesima. Basta leggere la telefonata intercettata a Milano alle ore 9,27 del 17 febbraio 1988 fra Berlusconi e il suo socio immobiliarista, Renato Della Valle, all’epoca indagato per bancarotta, e pubblicata in vari nostri libri (dunque mai raccontata in tv).

BERLUSCONI Renato…

DELLA VALLE Ciao, Silvio.

BERLUSCONI Come stai?

DELLA VALLE Bene. È appena partito Franco Carraro.

BERLUSCONI Ah, sì? Dov’è andato?

DELLA VALLE Andava giù a Roma.

BERLUSCONI Era lì da te?

DELLA VALLE Sì.

BERLUSCONI Allora…

DELLA VALLE È stato ieri sera al processo.

BERLUSCONI Diavolo di un uomo, sempre in mezzo ai ministri.

DELLA VALLE Eh, be’. Ieri ho parlato, poveretto, con Nicolazzi [Franco Nicolazzi, Psdi, ministro dei Lavori pubblici, in quei giorni sotto inichiesta per le tangenti sulle «carceri d’oro», nda].

BERLUSCONI Mmh.

DELLA VALLE M’ha telefonato.

BERLUSCONI Oggi questi stronzi del mio «Giornale» gli han messo un titolo in prima pagina del cazzo.

DELLA VALLE Eh, ho visto.

BERLUSCONI Ma son proprio dei figli di troia, guarda.

DELLA VALLE Mmh.

BERLUSCONI E non so più cosa fare io. Mamma mia, non so più cosa fare.

DELLA VALLE M’ha telefonato: era giù da matti per ’sta storia qui. Lo sai la cosa triste? Che lui proprio non c’entra niente, eh.

BERLUSCONI Ma lo so.

DELLA VALLE Quello non c’ha una lira, eh. Mah!

BERLUSCONI Guarda…

DELLA VALLE Come andiamo, Silvio?

BERLUSCONI Eh?

DELLA VALLE Come andiamo?

BERLUSCONI Ma, guarda, vado male da un punto di vista fisico, perché mi è venuto… c’ho un’artrosi, più un… un po’ di altri dolori. Mi sono bloccato sulla sinistra, dietro, tutto.

DELLA VALLE Ma va!

BERLUSCONI E allora sono messo male fisicamente. E poi c’ho tanti casini in giro, a destra, a sinistra. Ce n’ho uno abbastanza grosso, per cui devo mandar via i miei figli, che stan partendo adesso per l’estero, perché mi han fatto estorsioni… in maniera brutta.

DELLA VALLE Oh, Madonna!

BERLUSCONI Una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa, e… Sono ritornati fuori.

DELLA VALLE Senti, Silvio…

BERLUSCONI Mmh.

DELLA VALLE Eh, va be’, no… hai St. Moritz, se no ti dicevo: se vuoi mandarli anche qui a casa mia, non ci son problemi, eh.

BERLUSCONI Grazie, ma li mando molto più lontano.

DELLA VALLE Ah.

BERLUSCONI Sai, siccome mi hanno detto che, se, entro una certa data, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me ed espongono il corpo in piazza del Duomo…

DELLA VALLE Oh, Madonna!

BERLUSCONI E allora son cose poco carine da sentirsi dire e allora, ho deciso, li mando in America e buona notte.

DELLA VALLE Senti, ma vai anche tu… fuori.

BERLUSCONI Eh, io c’ho un po’ di cosette qua da fare.

DELLA VALLE Eh, ma chi se ne frega, Silvio. Però insomma, se… se t’han dato una data, fino a quella data lì, vai anche tu.

BERLUSCONI Ma, vedi, no, io sono qui difeso… per casa…

DELLA VALLE Se vuoi venire qui a casa mia…

BERLUSCONI Ascolta…

DELLA VALLE Devono passare sul mio cadavere, eh.

BERLUSCONI Così ci mettono la bomba in du… ci fan saltare in due. (ride)

DELLA VALLE No!

BERLUSCONI …(incompr. per sovrapposizione delle voci) uno (ride)

DELLA VALLE Ma cosa vuoi che faccian saltare. La bomba…

BERLUSCONI Senti un po’… tutto bene lì, i ragazzi, tutto bene?

DELLA VALLE Sì, sì, tutto bene.

BERLUSCONI Tua moglie?

DELLA VALLE Mi rattrista ’sta cosa, cazzo.

BERLUSCONI Eh, va be’, cosa ci vuoi fare? Senti, tua moglie sta bene?

DELLA VALLE Bene, bene.

BERLUSCONI Senti… io… niente, ero in debito anche di una risposta su Tanzi.

DELLA VALLE Eh.

BERLUSCONI Francamente non mi è venuto in mente un Cristo (ride) (…)

DELLA VALLE Senti… quando è quella scadenza?

BERLUSCONI Di Rizzoli?

DELLA VALLE No, no, no, la scadenza di quei de… delinquenti lì che t’han detto…

BERLUSCONI Fra sei giorni.

DELLA VALLE Perché non prendiamo l’aereo domani, molliamo tutto e andiamo a fare un giro?

BERLUSCONI No, io son qui con…

DELLA VALLE Anch’io. Sapessi i casini che c’ho in ballo io, non ne hai idea.

BERLUSCONI Eh.

DELLA VALLE Però, vaffanculo, andiamo… andiamo in giro per il mondo. Eh, se quelli hanno un Grumond (fonetico, parola non certa) che va forte come noi, ci beccano. Ma proprio da stare un giorno in un posto, un giorno in un altro.

BERLUSCONI Sì, va be’, ma, avendo allontanato l’oggetto, capisci?

DELLA VALLE Sì, va be’, ma, Silvio, se sono sei giorni…

BERLUSCONI No, son preoccupato piuttosto per il Paolo, così, insomma.

DELLA VALLE Be’, Paolo, scusa, portiam via anche lui.

BERLUSCONI Eh, sì. Va be’.

DELLA VALLE Ragazzi, il mondo si ferma, eh.

BERLUSCONI Va be’, lo so, lo so.

DELLA VALLE Eh.

BERLUSCONI Va be’.

DELLA VALLE Facciamolo… Silvio, facciamolo davvero.

BERLUSCONI Ma no, dài. Io c’ho tante cose da fare qui. Io poi non ci credo a quelle robe lì, lo sai.

DELLA VALLE Hai paura di diventare povero?

BERLUSCONI No.

DELLA VALLE Sei giorni?

BERLUSCONI No.

DELLA VALLE Dài. Andiamo a fare sei giorni i pirla per il mondo.

BERLUSCONI No, no, ma io ti dico sinceramente che, se fossi sicuro di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così almeno non rompono più i coglioni.

DELLA VALLE Eh, lo so, ma solo che questi qui… poi te lo… ci provano ancora, eh. Be’, ma, Silvio, avrai tutta la collaborazione che serve, no?

BERLUSCONI Sì, sì, tutti quanti. Sono molto… sono molto bravi.

DELLA VALLE Eh.

BERLUSCONI Va be’. Senti, Renato…

DELLA VALLE Mi dispiace molto, Silvio.

BERLUSCONI Ci sentiamo (…)

Dal che si apprende, fra l’altro, che Berlusconi non trova niente di strano nel “pagare tranquillo” il pizzo ai mafiosi, “così almeno non rompono i coglioni”. E’ lo stesso soggetto che oggi fa il presidente del Consiglio e dovrebbe, eventualmente, combattere i mafiosi che vent’anni fa intendeva pagare, e dovrebbe pure incoraggiare i cittadini a denunciare le richieste estorsive, anziché cedervi. Mission impossible.

Ora però sappiamo anche che cosa voleva la mafia da lui: una televisione. Naturalmente nessuno, raccontando questa storia, si pone e gira a chi di dovere le due domande fondamentali. 1) Come poteva Riina pensare che Provenzano e Vito Ciancimino (i suddetti sono tre boss mafiosi) fossero in grado di raggiungere Silvio Berlusconi? 2) Come mai quel documento, sequestrato nel 2004 in casa Ciancimino dalla Procura di Palermo allora diretta da Piero Grasso, non era agli atti del processo d’appello in corso a carico del figlio dell’ex sindaco di Palermo, e salta fuori soltanto ora? E come mai la Procura di Grasso, quando interrogò Ciancimino junior per giorni e giorni, non gli pose neppure una domanda su quella lettera autografa di Riina diretta a Berlusconi? L’onorevole avvocato Niccolò Ghedini, interpellato dalla Stampa, cade dalle nuvole: “E’ in assoluto la prima volta che sento parlare di questa storia.

E penso che non ne sappia nulla nemmeno il Presidente, altrimenti lo saprei anch’io”. Strano, perché il presidente, al telefono con Della Valle, si mostrava informatissimo della cosa, ed è una di quelle cose che difficilmente si dimenticano. Ma forse l’On.Avv. s’è portato avanti col lavoro, e, in attesa di abolire le intercettazioni, ha deciso di dimenticarle. E’ il Lodo Amnesia.”

a voi lascio le conclusioni…

ad maiora


Jun 27 2009

“Mi sono fatto da solo”(non proprio) riassunto delle puntate precedenti…

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<<Da quando, in via del tutto ipotetica, il suo on. avv. Niccolò Ghedini l’ha definito “utilizzatore finale” di prostitute a sua insaputa, Silvio Berlusconi si staglia come il politico più ingenuo o più sfortunato della storia dell’umanità. Dal 1974 al 1976 ospita nella villa di Arcore un noto mafioso, Vittorio Mangano, intimo del suo segretario Marcello Dell’Utri e già raggiunto da una dozzina fra denunce e arresti, ma lo scambia per uno stalliere galantuomo: anche quando glielo arrestano due volte in casa. Dal 1978 (almeno) al 1981 è iscritto alla loggia deviata P2, convinto che si tratti di una pia confraternita. Dal 1975 al 1983 le finanziarie Fininvest ricevono l’equivalente di 300 milioni di euro, in parte in contanti, da un misterioso donatore, ignoto anche al proprietario: infatti, dinanzi ai giudici antimafia venuti a Palazzo Chigi per chiedergli chi gli ha dato quei soldi, si avvale della facoltà di non rispondere.

Negli anni 80 l’avvocato David Mills crea per il suo gruppo ben 64 società offshore nei paradisi fiscali, ma lui non sospetta nulla, anzi non sa nemmeno cosa sia la capofila All Iberian. Questa accumula all’estero una montagna di fondi neri che finanziano, fra gli altri, Bettino Craxi (23 miliardi di lire) e Cesare Previti (una ventina). Previti, avvocato di Berlusconi, ne gira una parte ai giudici romani Vittorio Metta (nel 1990) e Renato Squillante (nel 1991), ma di nascosto al Cavaliere. Il quale però s’intasca il gruppo Mondadori grazie a una sentenza di Metta, corrotto da Previti con soldi Fininvest. Nei primi anni 90 il capo dei servizi fiscali del gruppo, Salvatore Sciascia, paga almeno tre tangenti alla Guardia di finanza. E nel 1994, quando la cosa viene fuori, il consulente legale Massimo Berruti tenta di depistare le indagini dopo un incontro a Palazzo Chigi col principale. Ma questi non si accorge di nulla (“giuro sui miei figli”). Nemmeno quando Sciascia e Berruti vengono condannati, tant’è che se li porta in Parlamento. Nel 1997-’98 Mills, testimone nei processi Guardia di Finanza e All Iberian, non dice tutto quel che sa e lo “salva da un mare di guai” (lo confesserà al commercialista). Poi riceve 600 mila dollari dal gruppo di “Mr. B”. E Mr. B sempre ignaro di tutto (rigiura sui suoi figli).

Di recente si scopre che il Nostro, nell’ottobre scorso, prese a telefonare a Noemi, una minorenne di Portici, proprio mentre il suo governo varava una legge per stroncare la piaga delle molestie telefoniche (“stalking”). Ma lui scoprì che era minorenne solo quando fu invitato al suo diciottesimo compleanno. Ora salta fuori che Patrizia D’Addario, che trascorse con lui una notte a Palazzo Grazioli, è una nota “escort” barese, pagata da un amico del premier (l’”utilizzatore iniziale”?). Ma lui non ne sapeva nulla, tant’è che in quel mentre il suo governo varava una legge per arrestare prostitute e clienti. E’ sempre l’ultimo a sapere. Può un uomo così ingenuo, o sfortunato, o poco perspicace, fare il presidente del Consiglio?>> [da l'Espresso in edicola]

Io trovo piu’ che un fondo di verita’ in questo articolo voi no?E’ che il nostro presidente del Consiglio mi pare abbia piu’ volte fatto lo gnorri ed evitato responsabilita’ e imputazioni…spero che come me,anche voi diciate basta a questa presa in giro,spero che il vostro “fiero di essere Italiano” vi faccia aprire gli occhi…

ad maiora

p.s. qui vi  riporto le domande frequenti per l’abbonamento a Il Fatto Quotidiano: istruzioni per l’uso


Jun 24 2009

“Alla prostituzione ci penso io…”

Tutto riassunto in un ottimo video di LadyGroove

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qui trovate l’articolo di Repubblica del 17 Gennaio 2002 in cui il nostro “Santo devoto alla famiglia” Silvio Berlusconi annunciava la sua lotta alla prostituzione con uno dei suoi gesti benevoli e aggiungerei indiscreti.

Ancora una volta scrivo per farvi riflettere su quello che disse allora per contrapporlo a quello che accade ai giorni nostri.Vi faccio notare come anche uno degli ultimi comici liberi,Maurizio Crozza,(perche’ interveniva su La7) sia stato “trombato” a causa del suo famoso e seguitissimo programma CrozzaItalia,proprio per “discrepanze politiche”chiamamole cosi’ per non parlare di dittatura.

Ricordatevi che c’e’ gente che combatte e muore per la liberta’ di parola e di espressione,che muore mentre protesta contro la dittatura e il regime:

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Lei si chiamava Neda,come me aveva 27 anni ed era una studentessa di filosofia.Era ad una manifestazione con suo padre per protestare contro il broglio elettorale di Mahmoud Ahmadinejad,dittatore spietato e senza scrupoli,che come il nostro Berlusconi fa di tutto per rimanere al potere. Un cecchino la colpisce al cuore,lei cade inizia a perdere sangue e sotto gli occhi impotenti dei suoi cari,muore.

Voi pensate che questa realta’ sia cosi’ lontata dalle nostre vite quotidiane ma e’ proprio qui che vi sbagliate.Non facciamo finta di niente,non chiudiamo gli occhi come se non fosse accaduto solo perche’ i media certe cose non ce le fanno vedere o peggio ce le raccontano come chi sta al potere dice che debbano essere raccontate.Riflettete,ed informatevi…ma non fatelo attraverso i telegiornali,fatelo attraverso la rete che non puo’ essere monopolizzata.

Ciao Neda,io non ti dimentico.

ad maiora


Jun 12 2009

25 anni fa Berlinguer disse

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Riflettete perche’ queste ancora una volta non sono “opinioni di parte” ma fatti concreti,eventi documentati.

ad maiora


Jun 9 2009

L’abbiamo scampata bella

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Come il buon Travaglio ci fa notare,con somma gioia e gaudio intravedo un barlume di speranza per noi italiani dopo queste elezioni…sono ancora parecchio rammaricato perche’ non hanno dato la possibilita’ di votare agli studenti fuori sede (che avrebbero fatto scendere ancora di piu’ le percentuali Berlusconiane di questo ne sono certo) ma comunque felice di vedere che gli Italiani si stanno svegliando.

Non capisco perche’ ogni volta dobbiamo arrivare a livelli di simil-dittatura e prendere batoste smisurate prima di capire chi mettere giustamente al governo,ma oggi bisogna festeggiare perche’ Berlusconi non e’ riuscito a dare il colpo di grazia alla nostra Italia.Sono particolarmente felice per il risultato dell’Italia dei Valori di Di Pietro partito per il quale avrei votato senza remore conoscendo i candidati proposti come parlamentari europei.

Parlo di barlume di speranza perche’ negli anni scorsi non c’era stato nessun partito con il quale riuscissi ad identificarmi al contrario di oggi in cui vedo ne l’Italia dei Valori un nuovo punto di partenza politica per questa nostra Italia.Le persone sono quelle giuste,le intenzioni,le proposte e le argomentazioni anche…e’ ora il momento di combattere e di appoggiare queste persone.

Concludo dicendo BENSVEGLIATA ITALIA!

P.S. per chi volesse riporto i link per vedere le percentuali definitive in Italia e nel resto d’Europa

ad maiora